La storia

La storia

Il fondatore de La Caffettiera fu, negli anni Ottanta, Antonio Campajola, padre dell’attuale proprietario, Guglielmo. Già impegnato nel campo della ristorazione con pizzerie e bar, dotato di un grande spirito di intraprendenza, Antonio Campajola mise su, nel 1965, l’Hostaria del Rugantino, un ristorante unico per quel tempo.

1970

L’esperienza dell’Hostaria

Il ristorante aveva delle prerogative molto particolari, come l’aria condizionata in cucina, la moquette in tutto il locale, un mobilio in legno di palissandro e specchi di Murano.
La realizzazione del ristorante fu curata da La Cantrisa di Trieste, un’azienda famosa per l’allestimento degli yacht più importanti del tempo. L’Hostaria del Rugantino fu uno dei primi ristoranti a prevedere la presenza del maitre e del sommelier, di una guardarobiera, oltre ad una brigata di cucina altamente specializzata.
Mostrando un notevole spirito innovativo per quel tempo, Antonio Campajola iniziò a creare una rete di ville dove svolgere i ricevimenti. Era la fine degli anni ’70 e, all’epoca, ville per ricevimenti non ne esistevano: erano gli alberghi che ospitavano i matrimoni.
Fu in quel periodo che Guglielmo, allora 16enne, iniziò a lavorare con il padre Antonio. La crescita dell’attività imponeva l’esigenza di una cura particolare che poteva provenire solo da una persona di famiglia, con una gestione più attenta degli interessi della casa. I clienti dell’Hostaria erano importanti nomi della politica e della finanza, anche di carattere internazionale: Guglielmo si trovò, così, al cospetto di coloro che contraddistinguevano l’epoca, sia sotto il profilo economico che politico.

1982

La scelta di Piazza dei Martiri

Nel 1982, Antonio Campajola decise di rilevare la pizzeria che sorgeva al posto dell’odierno Gran Caffè La Caffettiera, uno dei locali che maggiormente caratterizzava la ristorazione della zona: la famiglia che la gestiva decise di cedere e Antonio colse subito l’occasione.
La sua idea era di creare un ristorante particolare, anche perché sarebbe sorto in una delle piazze più importanti ed eleganti della città. Due circostanze, però, intervennero a modificare l’idea iniziale. Innanzitutto la possibilità che sorse, in corso d’opera, di allargare la superficie del locale annettendo un altro spazio adiacente. A questo si associò l’incontro con l’architetto Dalisi, già famoso per aver vinto il Compasso d’Oro per la realizzazione della caffettiera prodotta da Alessi.
Fu proprio dialogando con l’architetto che ad Antonio Campajola venne un’idea: quella di rilanciare il concept dei caffè con servizio al tavolo, un’usanza che risaliva agli inizi del ‘900, poiché i caffè non prevedevano, per tradizione, la consumazione al banco, ma solo quella al tavolo.

1982

Nasce La Caffettiera

Nacque così La Caffettiera. La Caffettiera e non, come erroneamente molti dicono spesso, La Caffetteria.
La scelta del nome fu estremamente ragionata, dato il presupposto che aveva generato l’idea del locale e la scelta della cuccuma napoletana disegnata da Dalisi come suo simbolo. Dietro al nome La Caffettiera c’è un mondo che ruota attorno alla tradizione e all’antica usanza di preparare il caffè nella cuccuma, l’antica caffettiera napoletana, appunto.
Il Gran Caffè La Caffettiera inaugurò l’8 novembre 1982. Nel 1987 la famiglia Campajola aprì una succursale del locale in piazza Vanvitelli, al Vomero, successivamente ceduta. Nel 1991, fu inaugurata la sede di Roma, in piazza di Pietra (www.lacaffettieraroma.it), dove ancora oggi, grazie alla cura di Susy Campajola, sorella di Guglielmo, si ritrova il calore partenopeo e l’eleganza che contraddistingue la location napoletana.
La sua idea era di creare un ristorante particolare, anche perché sarebbe sorto in una delle piazze più importanti ed eleganti della città. Due circostanze, però, intervennero a modificare l’idea iniziale. Innanzitutto la possibilità che sorse, in corso d’opera, di allargare la superficie del locale annettendo un altro spazio adiacente. A questo si associò l’incontro con l’architetto Dalisi, già famoso per aver vinto il Compasso d’Oro per la realizzazione della caffettiera prodotta da Alessi.
Fu proprio dialogando con l’architetto che ad Antonio Campajola venne un’idea: quella di rilanciare il concept dei caffè con servizio al tavolo, un’usanza che risaliva agli inizi del ‘900, poiché i caffè non prevedevano, per tradizione, la consumazione al banco, ma solo quella al tavolo.

1982

La scaramanzia

Antonio Campajola era molto scaramantico e per contrastare questa sua indole aveva l’abitudine di inaugurare i suoi locali solo di venerdì. La sua scaramanzia si spingeva al punto da non prevedere, nel tabloid del ristorante, il numero 13 neanche come tavolo e di far finta di saltare il 17 nelle comande, tornandoci su soltanto in un momento successivo e senza quasi dargli troppa importanza. Fu suo figlio Guglielmo a restituire dignità al 13 e al 17, introducendoli sia come tavoli che come comande: meno scaramantico del padre, Guglielmo ha sempre ritenuto, anzi, che il 17 fosse un numero fortunato.

2008

Guglielmo Campajola

Dieci anni fa si è reso conto che erano pochi coloro che, nel campo della caffetteria, erano attenti alla tradizione e ne ha fatto una missione: anche in considerazione del fatto che il simbolo dell’esercizio è la cuccuma, ha deciso di preservare questo antico rito e di farne una caratterizzazione importante del suo locale.
“Il futuro nasce dal passato – è solito dire Guglielmo Campajola – È difficile pensare a un futuro travolgente se non si prende spunto dalle note caratteriali del tempo già trascorso”.

Oggi

La Caffettiera oggi

La Caffettiera offre prodotti selezionati tra le eccellenze nazionali e internazionali; è un luogo in cui, ogni giorno, si reinterpreta la tradizione alla luce dell’innovazione, per dare nuovo lustro al passato e alle nostre origini.
Il servizio impeccabile e il gran senso di ospitalità della Caffettiera hanno portato la notorietà del marchio fino a Palazzo Chigi: per due anni la bouvette della sede del Governo Italiano è stata deliziata con dolci e caffè del Gran Caffè La Caffettiera di Napoli.
Oggi La Caffettiera, oltre a fornire catering per diverse strutture come Villa Marinella, Villa Marechiaro e il Museo Filangieri, gestisce il ristorante e il bar del Circolo Posillipo di Napoli.
Al fianco di Guglielmo Campajola ci sono i suoi figli, Gianluca e Marco, che hanno maturato esperienze sul campo e apportato all’azienda di famiglia una ventata di freschezza e innovazione.

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